Riproduciamo il comunicato della Società Italiana di Farmacologia:

«Riguardo alla cannabis, si devono osservare principi di appropriatezza diagnostica e prescrittiva, questo espandersi delle indicazioni rende difficile che a ogni paziente venga dato il dosaggio più adatto». Il richiamo è di Alessandro Mugelli, professore all'Università di Firenze e nuovo presidente della Società italiana di farmacologia, a fronte dei nuovi dati presentati proprio al congresso Sif. Le prescrizioni per uso medico sono passate dai 110 kg del 2015 ai 350 di oggi e il trend non accenna a diminuire, tanto che si prevende di raggiungere la mezza tonnellata il prossimo anno. Il ministero ha deciso di aumentare gli investimenti nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per aumentare la produzione e ridurre la dipendenza dalle importazioni, ma servono una definizione più precisa delle indicazioni e maggiori controlli.

«Siamo preoccupati riguardo alla sicurezza e ai possibili abusi; - dichiara Mugelli - a volte si presenta la cannabis come un rimedio per qualsiasi cosa, ma si tratta di principi attivi importanti e il tipo di preparazione non sempre garantisce che la quantità di principio attivo corrisponda alla posologia stabilita; serve poi una formazione per gli operatori sanitari perché esistono rischi come la possibilità di interazione, la vulnerabilità di fronte a altre condizioni morbose... naturalmente la società è disponibile a contribuire alla elaborazione di pratiche per un utilizzo adeguato».

Di cannabis terapeutica se ne è ampiamente parlato nel corso del Congresso AISD 2017. Per leggere relazioni e abstract sul tema puoi accedere alla pagina dedicata al congresso.