L’intervento chirurgico e il decorso post operatorio dell’anziano sono momenti in cui tutta la fragilità dell’anziano emerge prepotentemente, con varie problematiche. Ne abbiamo parlato con il Prof. Antonio Crucitti, Professore Associato Confermato in Chirurgia Generale presso l’Università Cattolica del S. Cuore e Responsabile dell’U.O.C. di Chirurgia Generale  e Mininvasiva presso l’ospedale Cristo Re di Roma. Il prof. Crucitti è anche Past President della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica

Può sintetizzare le principali criticità collegate al periodo perioperatorio nella chirurgia geriatrica?

La gestione del paziente acuto geriatrico è pratica quotidiana oggi nelle nostre sale operatorie. La conoscenza e la valutazione della “frailty” del paziente chirurgico anziano sono mandatori per contenere morbilità e mortalità postoperatoria in questi pazienti così come la Letteratura internazionale conferma.

In caso di chirurgia in elezione il paziente anziano deve essere accuratamente valutato preoperatoriamente per il suo stato cognitivo, cardiovascolare, nutrizionale e per l’adeguamento e la gestione della terapia farmacologica. La Letteratura recente ha introdotto anche il concetto della pre-abilitazione. La profilassi antibiotica e la prevenzione della TVP sono mandatorie.

In fase intraoperatoria l’utilizzo, ove possibile, di procedure del controllo del dolore con tecniche loco-regionali o periferiche, una restrizione dei fluidi, la gestione delle perdite ematiche, l’adozione, quando indicato, della chirurgia mini-invasiva, lo scarso o assente utilizzo degli oppioidi, il controllo della pCO2 durante gli interventi laparoscopici, una chirurgia su misura, i tempi operatori e la prevenzione delle ulcere o dei danni da posizione sono determinanti.

L’impossibilità di attuare tutto questo, come avviene in emergenza o in caso di urgenza, giustifica il significativo aumento delle percentuali di morbilità e mortalità. Infine, una corretta medicina di transizione, ovvero un adeguato piano di dimissione del paziente sul territorio, previene le spese ed il danno di un tasso di riammissione elevato o le ulteriori complicanze legate ad una inadeguata comunicazione tra gli operatori.

Quali strategie vengono adottate nei vostri reparti per contrastare le complicanze? 

L’adozione di protocolli di Fast-Track, che hanno introdotto il concetto di gestione multidisciplinare del malato, hanno documentato risultati migliori, degenze più brevi, a tutto vantaggio di questa categoria di pazienti. Non trascurabile è l’aspetto della prevenzione del delirio p.o., così come la riduzione o la precoce rimozione dei cateteri urinari o dei dispositivi centrali (CVC/ SNG), l’abuso e la permanenza dei drenaggi, il ridotto transito del paziente in terapia intensiva, la presenza di oggetti familiari o dei parenti accanto al letto sono indispensabili nel controllo e nella prevenzione delle complicanze.

Il dolore è un problema importante in tutti gli interventi chirurgici, spesso permane a lungo dopo l’intervento. La collaborazione multidisciplinare con gli algologi può quindi essere importante. Se ne è parlato, tra l'altro, anche nel corso di un AISD Focus Day dedicato proprio al dolore post operatorio nell’anziano, organizzato con il patrocinio della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica.

Come pensa che potrebbe essere rafforzata questa strategia di collaborazione, sia con i terapisti del dolore che con gli altri specialisti, per la migliore formazione possibile e quindi la migliore assistenza possibile?

L’integrazione delle competenze anestesiologiche e chirurgiche è, a mio avviso, strumento indispensabile per il miglioramento dei risultati e della qualità della degenza del paziente chirurgico in senso lato, tanto più nel paziente geriatrico. L’invito rivolto al chirurgo nei Focus Day dell’AISD è la conferma, ancora troppo isolata, di un cambio di mentalità. Indubbiamente la formazione ad una visione “multidimensionale” del controllo del dolore nel paziente anziano, pur se migliorata, rimane un parametro insostituibile per la qualità della cura di tutti i nostri pazienti.

12 dicembre 2018
intervista a cura di Lorenza M. Saini

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Il prof. Crucitti contribuirà all'AISD Focus Day #8 (Roma, 19 gennaio 2019) con la lettura magistrale: La “dottrina ERAS” nella chirurgia dell’anziano: è realmente applicabile?

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