Roma, 18 maggio 2019

Emicrania, fibromialgia ed osteoporosi , ognuna per il suo specifico aspetto, rappresentano impegnativi, e spesso frustranti, paradigmi di sindrome dolorosa cronica nei quali, nonostante il differente tipo di specialista interpellato (Medico del Dolore, Neurologo, Reumatologo, Ginecologo, Endocrinologo, Ortopedico, Medico di Medicina Generale), è possibile individuare dei tratti condivisi.

Quelli di maggior riscontro sono la tendenza ad una transizione verso la cronicità, l’elevato impatto sul “quoad vitam” (ed il consequenziale aumento dell’impatto socio-economico per l’individuo, il suo contesto circumvicino e la società nel suo insieme), un fenotipo somato sensoriale molto simile, un alto tasso di refrattarietà alle terapie più comuni, un generale scadimento della Qualità della Vita (Q.o.L).

E’ di recente acquisizione, e crescente condivisione nella letteratura internazionale, il riscontro che la neuroinfiammazione rappresenti un tratto patogenetico comune di innesco, perpetuazione ed evoluzione del dolore verso la “malattia”: ne deriva una prospettiva cruciale per lo sviluppo di nuove terapie che potrebbero, poiché specificamente mirate al bersaglio della neuroinfiammazione, essere foriere di risultati migliori (sia per efficacia che per tollerabilità), ovvero in grado di colmare il gap tra quanto auspicabile e quanto attualmente disponibile.

Il focus si propone, in una consolidata ottica inter e multidisciplinare concretizzata dalla simultanea presenza di Soci di AISD, SISC, SIGITE e FIMMG, di analizzare ed evidenziare le caratteristiche comuni con particolare riferimento al tratto epidemiologico ed a quello patogenetico della neuroinfiammazione. Verranno successivamente presentati nuovi e “vecchi” farmaci, alcuni specificamente dotati di meccanismo d’azione antineuroinfiammatorio (infusione continua perineurale di ropivacaina, triptani ed anticorpi CGRP, palmitoiletanoilamide micro ed ultramicronizzata, diclofenac in particolari modalità di somministrazione, bisfosfonati, Vitamina D e Calcio) il cui impiego, interferendo e modulando la fenomenologia neuroinfiammatoria, potrebbe rappresentare valido strumento tramite cui ottenere una minimizzazione epifenomenica della sensibilizzazione periferica e centrale e, soprattutto, di ridurre il rischio di persistenza, potenzialmente irreversibile, del “dolore malattia”.


Prof. Maurizio Evangelista
Direttore scientifico del Corso

Programma

Iscrizioni

Con il patrocinio AISD, SISC, SIGiTE, FIMMG (sez. prov. Roma)