Sabato 5 Maggio 2018, presso la sede Universitaria dell'Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio (Universiteti Katolik "Zoja e Këshillit të Mirë"), Sede di Elbasan, si è svolto il secondo corso sulla valutazione e gestione del dolore. L'evento, accreditato dal Ministero della Salute Albanese,  ha visto coinvolti ben 50 infermieri di tutta l'Albania, e circa 100 studenti del Corso di laurea in infermieristica della stessa Università (uditori). Il corso in lingua italiana è stato tradotto in lingua albanese simultaneamente dalla dott.ssa Adelina Popi.

Il corso coordinato dal prof. Roberto Latina, membro dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD e dalla prof.ssa Sr. Shalom, ha tentato di diffondere i necessari nuovi atteggiamenti per una efficace valutazione del dolore e suo specifico trattamento.
La valutazione del dolore in Albania è un'abilità non diffusa tra il personale sanitario, di rado svolta dal personale medico, ma comunque mai effettuata dagli infermieri. Questo rappresenterebbe l'ostacolo maggiore al trattamento del dolore e all'impossibilità di dare sollievo a chi soffre di dolore acuto, ancor più di dolore cronico. In questi anni molto è stato fatto in Albania relativamente alla formazione universitaria infermieristica ad una ottimale gestione del dolore, nel corso di laurea triennale. Sia a primo che a secondo anno viene sviluppata una parte specifica tra gli obiettivi di apprendimento relativa alla valutazione e trattamento del dolore, dando spazio anche a trattamenti non farmacologici. Il percorso ancora è lungo, dove è necessario cambiare atteggiamenti nei coinfronti di un fenomeno così diffuso tra chi richiede cure sanitarie, ma cosi poco compreso da chi si prende in carico di chi vive l'esperienza del dolore.

 

Il dottor Roberto Latina è Direttore del Corso di Laurea Magistrale in
Scienze Infermieristiche, Sapienza Università di Roma

La  prof.ssa Sr. Shalom, che insieme a Roberto Latina ha coordinato
il corso

Roma, 19 maggio 2018
7 crediti ECM
Sede: Courtyard by Marriott Rome Central Park - via G. Moscati 7
Per iscriversi cliccare qui

Programma 

L’OMS stima che il dolore da osteoartrosi (caratterizzata da dolore, infiammazione e rigidità articolari come risultante di un interessamento della cartilagine articolare, dell’osso sottostante e dei tessuti molli) sia il segno principale nel 25% degli adulti al di sopra dei 25 anni e sia responsabile di disabilità, importante scadimento della quotidianità, della qualità della vita e di grave impatto bio-psico sociale per l’individuo e per la Società nel suo insieme. Le possibilità terapeutiche di gestione di questa malattia dolorosa sono attualmente limitate per numerosi motivi tra i quali risultano di particolare importanza:

  1. la difficile coniugazione di una terapia efficace ma limitata da effetti collaterali, soprattutto quando sarebbe “necessario” un utilizzo per periodi medio-lunghi;
  2. le limitazioni imposte, caso per caso, da terapie per comorbidità specifiche che talora rendono necessaria la restrizione, no all’esclusione, di molecole di documentata e cacia;
  3. la mancata condivisione di conoscenze fisiopatogenetiche, cliniche, farmacologiche e di metodologia, attualmente ancora presente, tra le differenti categorie di specialisti che agiscono in tale ambito senza quella necessaria interazione inter e multidisciplinare che un quadro doloroso così complesso ed articolato richiederebbe.

Nel corso degli anni un numero crescente di contributi apparsi nella bibliografia internazionale di alto livello ha però documentato una serie di acquisizioni che pongono la necessità di una rivisitazione ad ampio raggio dell’inquadramento e delle conseguenziali strategie terapeutiche, farmacologiche e non.

Il Focus Day odierno, giunto alla sua sesta edizione ed effettuato in maniera congiunta con due delle più rappresentative Società Scientifiche di area ortopedica, convoca illustri esponenti di aree disciplinari “eterogenee” (Medici del Dolore, Reumatologi, Farmacologi, Ricercatori di base, Ortopedici di area chirurgica e non) con il primario obiettivo di evidenziare, in accordo con quanto sempre più emergente e condiviso dalla letteratura internazionale, una metodologia più “attuale”, e soprattutto più coerente con le diverse articolazioni della malattia, con cui gestire il dolore artrosico.

Tale metodologia presuppone, in via principale, l’acquisizione della conoscenza che il dolore artrosico non riconosce più, differentemente dalle pregresse interpretazioni, un “esclusivo” meccanismo nocicettivo o infiammatorio ma rappresenta la sintesi clinica in cui segni e sintomi (fenotipo) sono suggestivi di meccanismi fisiopatogenetici “altri” (neuroinfiammazione, sensibilizzazione periferica e centrale, interazioni neuroimmuni) che diventano, una volta identificati, “nuovi” bersagli nei cui riguardi orientare terapie non solo antinocicettive o antinfiammatorie ma “modulatorie” e “mechanism oriented”.

Durante il Focus, inoltre, verrà ampiamente approfondito il tema di come strutturare una terapia farmacologica in maniera non solo efficace ma “sostenibile” con l’obiettivo del recupero della quotidianità e della disabilità derivante dal dolore cronico; obiettivo quest’oggi reso possibile per gli importanti progressi della tecnologia farmacologica che rende compatibile il ricorso a farmaci e tecniche il cui utilizzo era precedentemente limitato. Verranno pertanto illustrate le molecole, e le relative vie di somministrazione attualmente disponibili (classiche e di nuova acquisizione), con cui “colpire” i bersagli nocicettivi, infiammatori e neuropatici che, in sequenza o in sincronia, si evidenzieranno nella semeiotica del dolore artrosico.