Attenzione: state navigando nella vecchia versione del sito. Il nuovo sito è accessibile a questo link

Benvenuto nel sito ufficiale AISD

L'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore da più di 30 anni si occupa della malattia dolore, promuovendo la ricerca sui meccanismi fisiopatologici del dolore e sulle sindromi dolorose.
Per accelerare il processo di ricerca e migliorare la cura dei malati sono fondamentali la cooperazione interdisciplinare e l'aggiornamento di coloro che operano nella ricerca e nella cura.
Scopri all'interno del sito quali sono i vantaggi nel diventare socio AISD e qual è la missione in cui crediamo.

Associati all'AISD
Sostieni l'AISD con il 5xmille

Rss feeds Dimensione carattere Stampa

Benvenuto

Nome di login o email


Password






Utilizza questo link per recuperare la password di accesso

Bacheca

Pagina delle Comunicazioni

AISD Un viaggio di 30 anni

Storia dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore



Dolore: Aggiornamenti Clinici


Se desideri ricevere in visione il pdf di un numero del periodico puoi inviare la tua richiesta scrivendo a segreteria@aisd.it

Dettagli >>


Iscriviti alla newsletter per ricevere informazioni e segnalazioni di eventi



International Association for the study of Pain


European Journal of Pain

Feed RSS

Le news possono essere distribuite con sistema RSS.
rss1.0
rss2.0
rdf

#CongressoAISD2016: Riflessioni su percorsi e idee nella Medicina del Dolore


Sono numerose in letteratura le riflessioni per un'aggiornata visione della Medicina del Dolore. Ne presento qui alcune, anche di strettamente personali. La prima riguarda l'inserimento del dolore cronico nell'ambito delle malattie non-comunicabili (NCDs). La definizione di NCDs si riferisce a patologie non trasmissibili (non-comunicabili sensu strictu – vedi malattie cardio-vascolari, diabete, insufficienza renale),
ma certamente non sfugge a un'approfondita considerazione il fatto che il dolore cronico – considerato finamente una malattia with own rights – rappresenti una condizione morbosa che, anche alla luce di una conquistata collocazione nosografica, rappresenti un fattore di rischio per molteplici secondarierà – e non solo per un evidente riflesso sulla qualità della vita – con conseguenze quoad valetudinem e addirittura quoad vitam. Il termine "non-comunicabile" si deve riferire al fatto che, ancora oggi, il dolore cronico resta confinato in un limbo di incertezze operative e di scarsa valutazione nella pratica clinica quotidiana (Coaccioli S. et al. 2016, submitted), a fronte addirittura di chiare disposizioni di legge (vedi la Legge 2001 su "Ospedale-Territorio senza Dolore" e la Legge 38/2010).
Leggi tutto
Stefano Coaccioli



Stampa veloce