La comunicazione nella gestione del paziente con dolore cronico

Il prof. Vittorio Schweiger, Professore associato in Anestesiologia e Rianimazione e Terapia del dolore, Università degli Studi di Verona, riflette su alcuni punti fondamentali del rapporto tra medico e paziente, come la comunicazione della diagnosi, la condivisione del percorso terapeutico, il ruolo della telemedicina e di strumenti di ascolto e consultazione disponibili online, una possibilità presa più in considerazione nel corso della pandemia da Covid-19 durante la quale i servizi di Terapia del Dolore hanno sofferto ridimensionamenti e chiusure per periodi molto prolungati, essendo stati gestiti soprattutto da anestesisti-rianimatori. 

"La Terapia del Dolore è l’esempio plastico di come le capacità comunicative possano realmente fare la differenza nel rapporto con il malato.  Come in ogni ambito medico che preveda un rapporto diretto tra medico e paziente, la visita di terapia del dolore vede questi due attori scendere in campo mettendo a disposizione reciproca un mix di linguaggio verbale e non verbale che diventa per entrambi fonte inesauribile di informazioni. L’algologo ha a sua disposizione l’ascolto del linguaggio del paziente e delle sue modalità comunicative, può approfondire la relazione con i familiari presenti, il suo linguaggio corporeo, tutto questo per cercare comprendere l’impatto che il dolore ha nella sua Qualità di Vita. Inoltre, attraverso la visita fisica, fondamentale ma purtroppo sempre meno utilizzata anche per motivazioni organizzative, può chiarire in modo decisivo il quadro clinico, correlando le troppe indagini laboratoristiche e strumentali alle alterazioni evidenziabili nel malato. Il paziente, dal canto suo, cerca di inquadrare il professionista che ha davanti con grande attenzione, misurandone la competenza, le capacità relazionali, la passione per il suo lavoro, spesso con una grande focalizzazione ai dettagli anche minimi quali ad esempio la posizione corporea, la concentrazione che il clinico dedica al suo problema o anche le interruzioni per rispondere al telefono, oltre al tempo dedicato alla visita. E’ in questo modo che nasce il rapporto tra algologo e malato, e un errore in entrambi i campi può divenire decisivo nel rapporto futuro."  

L'intervista è stata realizzata nell'ambito del 44° Congresso nazionale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, 23-25 settembre 2021. Si ringrazia Boston Scientific per il supporto non condizionante fornito.

22 ottobre 2021

 

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