Dolore invisibile: l'importanza della comunicazione in assenza di tracciabilità

Segnaliamo ai nostri lettori l'articolo di Chiara Moretti, antropologa, docente presso il Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna, pubblicato il 6 dicembre 2021 su Sanità24.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere la prof. Moretti e invitarla come relatrice al Congresso AISD 2021, nella sessione dedicata al dolore refrattario e nel webinar, sempre promosso da AISD, sul dolore come fenomeno biopsicosociale.
L'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore nasce infatti come società scientifica multidisciplinare e non solo persegue un approccio di cura multidisciplinare ma ha sempre apprezzato, incoraggiato e collaborato a progetti che evidenzino la complessità sociale ed antropologica della malattia dolore.  (Stefano Coaccioli, past president AISD 2018-2020)

"Conosciamo il dolore, quello fisico, del corpo. Sappiamo cos’è perché ne abbiamo fatto esperienza nel corso della nostra vita, in un modo o in un altro. Possiamo ricordarlo, riviverlo, descriverlo ed è cosi che cerchiamo di rendere leggibile e di riconoscere un dolore a noi estraneo e a cui volgiamo avvicinarci. E tuttavia, nonostante le similitudini a cui poter ricorrere, difficilmente potremmo affermare con certezza di conoscere davvero il dolore quando è vissuto da una persona che è altro da noi, vicina o sconosciuta, e che prova a descrivercelo."... l'articolo prosegue qui

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