
La neurobiologia del dolore oncologico: dal sintomo al network tumorale-neuronale-immunitario

Segnaliamo l’articolo sulla neurobiologia del dolore oncologico, di Giustino Varrassi, Matteo Luigi Giuseppe Leoni, Giacomo Farì, Annalisa Caruso, Ameen Abdulhasan Al-Alwany, Marco Mercieri, Joseph V. Pergolizzi, Rocìo Guillen, pubblicato su OBM Neurology.
Il dolore oncologico rappresenta ancora oggi una delle principali cause di sofferenza nei pazienti affetti da tumore. Colpisce oltre la metà dei pazienti in trattamento attivo e fino a due terzi di quelli con malattia avanzata, con un impatto rilevante su qualità di vita, funzionalità e prognosi. Nonostante i progressi della medicina del dolore e dell’oncologia, una quota significativa di pazienti continua a presentare un controllo analgesico inadeguato.
Il dolore cronico da cancro deriva dalla complessa interazione di meccanismi nocicettivi, neuropatici e neuroimmuni, che variano a seconda del tipo di tumore, della sua localizzazione, dello stadio e della storia clinica. I recenti progressi nelle neuroscienze oncologiche hanno riformulato il dolore come una manifestazione dinamica delle interazioni reciproche tumore-nervo-sistema immunitario, piuttosto che come una mera conseguenza del danno tissutale. In questo modello, le cellule maligne, stromali e immunitarie rimodellano i circuiti nocicettivi a livello periferico e centrale.
Questa revisione narrativa, condotta secondo i criteri SANRA, sintetizza le attuali conoscenze meccanicistiche sulla neurobiologia del dolore da cancro. A livello periferico, mediatori derivati dal tumore come prostaglandine, citochine, chemiochine, glutammato ed endotelina-1 guidano la sensibilizzazione dei nocicettori attraverso vie accoppiate a proteine G e tirosin-chinasi. Nelle metastasi ossee, il riassorbimento mediato dagli osteoclasti genera un microambiente acido che attiva canali ionici sensibili all’acido e canali recettoriali del potenziale transitorio (TRP), collegando la distruzione scheletrica al dolore evocato dal movimento.
Il rimodellamento patologico dei nervi e l’invasione perineurale contribuiscono ulteriormente alle componenti neuropatiche e agli esiti oncologici avversi. Le sindromi indotte dal trattamento, in particolare la neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia, derivano da danno assonale, disfunzione mitocondriale e neuroinfiammazione.
A livello centrale, l’input afferente persistente induce l’attivazione gliale e la segnalazione chemochinica, amplificando la trasmissione sinaptica e promuovendo la sensibilizzazione centrale. Nuove evidenze evidenziano anche la regolazione epigenetica, gli RNA non codificanti e il crosstalk tumore-immunità-neurale come potenziali bersagli terapeutici.
Nel complesso, questi risultati posizionano il dolore oncologico come un disturbo di segnalazione aberrante tumore-nervo-immunità. Una gestione efficace richiede strategie di precisione che integrino farmacologia guidata dal meccanismo, neuromodulazione e terapia di supporto. Questa revisione sottolinea la necessità di una ricerca traslazionale per collegare le scoperte meccanicistiche con interventi personalizzati e multimodali in oncologia.
Varrassi G, Leoni MLG, Farì G, Caruso A, Al-Alwany AA, Mercieri M, Pergolizzi JV, Guillen R. Neurobiology of Cancer Pain: A Narrative Review. OBM Neurobiology 2025; 9(4): 315; doi:10.21926/obm.neurobiol.2504315.
15 dicembre 2025