La realtà virtuale può ridurre ansia e dolore nelle procedure chirurgiche?

Una revisione sistematica appena pubblicata sull’European Journal of Pain conferma che la realtà virtuale (VR) rappresenta un complemento sicuro ed efficace per ridurre ansia e dolore nei pazienti adulti sottoposti a procedure chirurgiche o interventistiche in ambito ospedaliero. L’analisi, che include 37 studi per un totale di 3152 pazienti, dimostra come l’impiego di visori immersivi durante la fase perioperatoria possa fornire benefici clinicamente significativi, con un profilo di rischio minimo.
Gli autori hanno selezionato studi pubblicati dal 2017 a oggi attraverso quattro principali database (CENTRAL, MEDLINE, EMBASE, CINAHL) e ulteriori fonti secondarie. L’endpoint primario era la riduzione dell’ansia, mentre gli esiti secondari includevano dolore, soddisfazione, eventi avversi e tempi di recupero. La revisione è stata condotta secondo i criteri PRISMA e le metodologie Cochrane, integrando metanalisi, analisi sequenziali dei trial e valutazione GRADE della qualità delle evidenze .

Ansia

La VR determina una riduzione significativa dell’ansia quando misurata sia tramite scale numeriche (NRS/VAS: MD −1,31, p < 0,0001) sia tramite lo State–Trait Anxiety Inventory (STAI: MD −6,87, p = 0,008) . Gli effetti risultano robusti anche dopo l’analisi sequenziale dei trial, indicando che il campione disponibile è sufficiente a confermare l’affidabilità del risultato. In generale, gli studi presentano un rischio di bias classificato come “some concerns”, con qualità dell’evidenza moderata.

Dolore

La metanalisi sul dolore, basata su oltre 2600 pazienti, mostra una riduzione significativa ma di entità minore rispetto all’ansia (NRS: MD −0,87, p < 0,00005) . Anche in questo caso la TSA conferma la solidità dei risultati, pur in presenza di elevata eterogeneità (I²=91%). La qualità dell’evidenza relativa al dolore è valutata bassa, a causa della variabilità metodologica e del rischio di bias.

Sicurezza e tollerabilità

Gli eventi avversi correlati alla VR sono risultati rari e lievi, prevalentemente nausea o lieve disorientamento (“cybersickness”) riportati in pochi studi e con frequenza molto contenuta. Non sono emersi eventi avversi gravi attribuibili all’intervento .

Altri esiti clinici

La revisione evidenzia inoltre:

  • tempi di recupero più brevi nei pazienti che utilizzano VR in alcune procedure (ad esempio riduzione dei minuti in PACU in studi ortopedici) ;
  • nessun miglioramento statisticamente significativo nella soddisfazione del paziente, pur con una tendenza favorevole alla VR;
  • assenza di studi che valutino in modo sistematico la “readiness” del paziente o i ritardi chirurgici.

Conclusioni

La realtà virtuale emerge come una tecnologia non farmacologica, sicura e potenzialmente scalabile, capace di ridurre in maniera significativa ansia e dolore in contesti perioperatori. I dati disponibili rafforzano l’idea che la VR possa trovare un ruolo nelle strategie multimodali di analgesia e di gestione dell’ansia, riducendo il ricorso a sedativi e antalgici, soprattutto nei pazienti più vulnerabili. Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di studi più standardizzati e metodologicamente rigorosi, data l’eterogeneità delle misurazioni e il rischio di bias riscontrato in numerose ricerche.

Lassen, K. L., K. Hermander, P. Jildenstål, et al. 2025. “ Virtual Reality Is Safe and Can Reduce In-Hospital Anxiety and Pain: A Systematic Review With Meta-Analyses and Trial Sequence Analyses.” European Journal of Pain 29, no. 10: e70165. https://doi.org/10.1002/ejp.70165.

2 dicembre 2025

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