Il dolore nelle sue diverse forme: il presidente AISD Diego Fornasari sul Corriere Salute

Comprendere la natura del dolore è il primo passo per impostare un trattamento adeguato. In un’intervista pubblicata sul Corriere Salute, Diego Fornasari richiama l’importanza della valutazione clinica, della diagnosi e di un approccio capace di considerare anche le dimensioni psicologiche e sociali del dolore cronico.

Il dolore non è un fenomeno unico e può richiedere interventi differenti in relazione ai meccanismi che lo generano. È questo uno dei temi al centro dell’articolo Come affrontare il dolore e le sue tante «versioni», pubblicato il 10 ottobre 2026 sul Corriere Salute del Corriere della Sera, che raccoglie anche le dichiarazioni di Diego Fornasari, presidente dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore e docente di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano.
Fornasari ricorda innanzitutto la funzione protettiva del dolore, che permette all’organismo di riconoscere stimoli  dannosi e di reagire per limitare le conseguenze di un danno. Questa funzione, tuttavia, non esaurisce la complessità dell’esperienza dolorosa. Per affrontarla correttamente è necessario distinguere le diverse forme di dolore e comprenderne i meccanismi, attraverso una valutazione clinica che consideri segni, sintomi e caratteristiche riferite dalla persona.

Un’attenzione particolare è dedicata al dolore cronico, che non può essere considerato semplicemente un dolore acuto protratto nel tempo. Come spiega Fornasari, la cronicizzazione comporta modificazioni delle vie nocicettive e del sistema nervoso che possono contribuire al mantenimento della sensazione dolorosa. Un trattamento tempestivo e appropriato del dolore acuto può quindi contribuire a ridurre il rischio che il problema persista, mentre nei casi già cronicizzati la diagnosi e la scelta terapeutica richiedono un’attenta valutazione delle condizioni individuali.

Il presidente AISD sottolinea inoltre la natura biopsicosociale del dolore cronico: accanto ai meccanismi biologici, la storia personale, le caratteristiche emotive e il contesto sociale possono influenzare il modo in cui il dolore viene percepito e vissuto. Anche la solitudine può contribuire ad amplificarne l’esperienza. Una prospettiva che richiama la necessità di considerare la persona nella sua complessità, senza ridurre il dolore alla sola componente fisica.

L’articolo affronta anche i diversi tipi di dolore, i rischi dell’automedicazione e le difficoltà ancora presenti nell’accesso alle cure, con ulteriori approfondimenti sulla gestione del dolore cronico e sulla fibromialgia.

Leggi l’articolo completo sul Corriere Salute: Come affrontare il dolore e le sue tante «versioni».

Fonte: Elena Meli, Corriere Salute, 10 ottobre 2026.

 

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