Il peso del dolore sull’economia e sul mondo del lavoro
Giornata europea di sensibilizzazione sul dolore 2026
La sfida socioeconomica
Il dolore cronico può arrivare a impadronirsi completamente della vita di una persona, compromettendone la capacità di lavorare, dormire, concentrarsi e svolgere le attività quotidiane. Ne soffre il 20% della popolazione adulta europea (circa 150 milioni di individui), con impatto significativo sul mercato del lavoro, sui sistemi sanitari e sulle economie nazionali.
Quando milioni di persone ne sono affette, le conseguenze vanno ben oltre la sofferenza individuale. I costi complessivi, diretti e indiretti, del dolore cronico, che includono l’assenteismo (assenza dal lavoro), il presentismo (presenza al lavoro con una capacità operativa ridotta) e il pensionamento anticipato, sono stimati tra il 3% e il 10% del PIL annuo negli Stati membri dell’UE. Nonostante questo pesante onere, il dolore cronico rimane in gran parte escluso dalle politiche occupazionali ed economiche, e la ricerca in questo ambito è molto sottofinanziata.
Le ripercussioni sui mercati del lavoro sono profonde. Circa la metà delle persone che convivono con il dolore cronico riferisce che tale condizione interferisce con la propria capacità lavorativa; è stato inoltre dimostrato che il dolore cronico grave riduce fino a 20 punti percentuali la probabilità di mantenere un impiego a tempo pieno. In un’Europa che deve affrontare la carenza di forza lavoro e l’invecchiamento della popolazione, intervenire sul dolore cronico è fondamentale per preservare la partecipazione al mercato del lavoro e la resilienza economica.
Principali raccomandazioni politiche
Per tutelare le economie europee e sostenere i lavoratori che convivono con il dolore cronico, l’EFIC (European Pain Federation) invita i governi nazionali a:
- Integrare il dolore cronico nelle strategie nazionali per le malattie non trasmissibili (NCD), nei quadri di finanziamento sanitario e nelle iniziative di politica sociale, al fine di ridurne l’impatto diretto e indiretto su individui, datori di lavoro e società.
- Sviluppare campagne di salute pubblica volte a promuovere l’attività fisica tra gli operatori sanitari, i pazienti e la popolazione generale, come intervento primario per ridurre la prevalenza del dolore muscoloscheletrico e prevenire condizioni ad alto rischio di sviluppare, in una fase successiva, un dolore cronico (ad esempio ictus o diabete).
- Migliorare l’accesso a servizi tempestivi, multidisciplinari e incentrati sul paziente, per una gestione efficace sia del dolore acuto che di quello cronico.
- Garantire un accesso tempestivo alla riabilitazione biopsicosociale per le persone che soffrono di dolore acuto, con particolare attenzione a coloro che presentano un elevato rischio di esiti negativi (ad esempio, depressione, basse aspettative di guarigione, svantaggio socioeconomico).
- Ampliare i canali di finanziamento dedicati alla ricerca sul dolore cronico nell'ambito dei programmi di ricerca nazionali, coprendo sia la prevenzione che il trattamento.
- Sviluppare politiche occupazionali inclusive e sostenere interventi nei luoghi di lavoro che favoriscano il mantenimento dell'impiego e, ove opportuno, il rientro al lavoro per le persone che soffrono di dolore cronico o che sono a rischio di svilupparlo.
- Istituire meccanismi di sostegno economico e riabilitativo per i lavoratori affetti da dolore cronico.
- Rafforzare la prevenzione del dolore cronico all'interno delle politiche di salute e sicurezza sul lavoro.
Cosa è importante fare?
I costi del dolore cronico in termini economici e di impatto sulla forza lavoro sono spesso invisibili, ma le soluzioni non devono esserlo. Sensibilizziamo l'opinione pubblica sull'impatto del dolore cronico sull'occupazione e sulla produttività, promuoviamo politiche a sostegno della prevenzione e di un'assistenza tempestiva, e favoriamo adeguamenti nei luoghi di lavoro per aiutare le persone a mantenere il proprio impiego o a rientrare al lavoro in condizioni di sicurezza. Attraverso un'azione coordinata, possiamo ridurre i costi sanitari, rafforzare la partecipazione al mondo del lavoro e migliorare la qualità della vita di milioni di europei.
Per saperne di più: https://europeanpainfederation.eu/european-day-on-pain-awareness/
Hashtag della campagna: #EPAD2026
Documento di sintesi
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Il 10 novembre 2026 la piattaforma SIP, Societal Impact of Pain, organizzerà presso il Parlamento Europeo il suo evento politico annuale, intitolato "Dolore cronico, occupazione e competitività economica: il costo nascosto del dolore". Riunendo decisori politici, clinici, ricercatori, datori di lavoro e rappresentanti dei pazienti, l'evento esaminerà come affrontare il dolore cronico può rafforzare sia la salute pubblica che la resilienza economica dell'Europa, promuovendo al contempo soluzioni politiche a sostegno dell'occupazione, della produttività e della qualità della vita.
L'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore sarà presente all'evento con una delegazione guidata dalla prof. Caterina Aurilio.
