Dal dolore neuropatico all’intelligenza artificiale: le nuove sfide della medicina del dolore e i temi da non perdere al 49° Congresso AISD

Il mondo della medicina del dolore si incontra in Sicilia. Tre giornate per discutere di innovazione terapeutica, nuovi strumenti diagnostici, personalizzazione delle cure e integrazione tra discipline. Al centro del programma anche il Global Year IASP 2026 dedicato al dolore neuropatico. Sono più di 500 i partecipanti riuniti ad Aci Castello per il 49° Congresso nazionale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore.

Quali sono oggi le frontiere della medicina del dolore? E quali strumenti possono aiutare a migliorare diagnosi, appropriatezza terapeutica e continuità delle cure? Sono alcune delle domande che emergono dal programma scientifico del 49° Congresso nazionale dell’AISD, Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, in programma dall’1 al 3 ottobre ad Aci Castello, in provincia di Catania.

Il congresso si svolge nell’anno in cui l’AISD celebra i suoi cinquant’anni dalla fondazione e il programma proposto riflette da vicino l’evoluzione di una disciplina sempre più chiamata a confrontarsi con la complessità clinica, con l’innovazione tecnologica e con la necessità di integrare competenze diverse. Accanto ai temi consolidati della terapia del dolore trovano infatti spazio nuove strategie di neuromodulazione, l’intelligenza artificiale, il microbiota, la medicina di genere, la realtà virtuale e gli strumenti digitali per la gestione del paziente.

Uno dei fili conduttori del programma scientifico è il dolore neuropatico, al quale la IASP, l’Associazione internazionale per lo studio del dolore (della quale AISD rappresenta il Capitolo italiano), dedica il Global Year 2026. La sessione “Quando i nervi fanno male: il dolore neuropatico tra scienza e clinica” affronta questo tema a partire dalle basi fisiopatologiche per arrivare ai principi diagnostici, passando per l’aggiornamento delle linee guida terapeutiche e per le nuove prospettive offerte dalla stimolazione cerebrale non invasiva e dalla neurostimolazione. Il tema è ripreso anche nella sessione dedicata al dolore neuropatico localizzato e in quella intitolata “Beyond the known”, dedicata alle nuove prospettive sul dolore neuropatico e misto. Un altro tema destinato a suscitare particolare interesse è quello della neuropatia delle piccole fibre. La sessione “Piccole fibre, grande dolore” si concentra infatti su questa patologia dolorosa,  affrontandone l’inquadramento nosologico, gli aspetti fisiopatologici, le manifestazioni cliniche e gli strumenti diagnostici. Particolare attenzione viene dedicata anche alle evidenze sul trattamento e al possibile ruolo delle piccole fibre nella fibromialgia, con riferimento alla recente Consensus italiana AISD-SIN (Società Italiana di Neurologia) sull’argomento.

L’innovazione tecnologica rappresenta un secondo grande asse del congresso. Si discute di intelligenza artificiale (AI) non soltanto come opportunità, ma anche nelle sue implicazioni cliniche e medico-legali. La sessione “L’AI in medicina del dolore: potenzialità, limiti e responsabilità” affronta infatti le opportunità dell’AI in medicina, le applicazioni nel dolore cronico e le conseguenze sul piano della responsabilità professionale. Il tema ritorna anche nell’ambito della neurostimolazione midollare e dell’analisi dei Big Data e, nella sessione congiunta con la Società Italiana di Cure Palliative, nell’uso dell’AI in cure palliative. «L’intelligenza artificiale offre opportunità molto interessanti nella medicina del dolore, soprattutto per migliorare la diagnosi, integrare e interpretare grandi quantità di dati clinici e supportare una maggiore personalizzazione dei trattamenti - sottolinea il prof. Diego Fornasari, attuale Presidente di AISD e Professore Ordinario di Farmacologia all’Università Statale di Milano. - Può inoltre aiutare a monitorare nel tempo i sintomi e la risposta alle terapie. Al tempo stesso, è importante considerarne i limiti: l’AI non sostituisce il giudizio clinico né la relazione tra medico e paziente. La qualità delle sue indicazioni dipende dai dati su cui viene addestrata, e rimangono centrali aspetti come affidabilità, trasparenza, tutela dei dati e possibile presenza di bias. Per questo, nella medicina del dolore l’AI va considerata soprattutto come uno strumento di supporto, da integrare con l’esperienza clinica e con una valutazione individuale del paziente».

La tecnologia non è però soltanto digitale. Il programma dedica ampio spazio alla neuromodulazione e alle tecniche interventistiche, con sessioni sulle diverse modalità di trattamento del dolore cronico e sulle strategie emergenti. La stimolazione vagale, le terapie elettroceutiche, la Scrambler Therapy, la neurostimolazione periferica e le nuove prospettive della neurostimolazione rappresentano altrettanti ambiti nei quali la ricerca sta cercando di ampliare le possibilità terapeutiche per pazienti che non ottengono risposte sufficienti dai trattamenti convenzionali.

Ma innovazione, nel programma AISD, significa anche ripensare approcci terapeutici molto conosciuti. Una sessione è stata dedicata ai farmaci antiinfiammatori nel dolore acuto e cronico, con particolare attenzione a efficacia, sicurezza e appropriatezza d’uso; un’altra sessione discute sul ruolo del paracetamolo, interrogandosi su meccanismi d’azione, utilità clinica e valore della combinazione a dose fissa con ibuprofene. Anche l’osteoartrosi viene affrontata secondo una prospettiva che va “oltre la cartilagine”, prendendo in considerazione la complessità fisiopatologica della malattia, le strategie farmacologiche e i trattamenti intra-articolari e rigenerativi.

Il congresso dedica inoltre attenzione a fenomeni che stanno modificando il modo di interpretare il dolore. La neuroinfiammazione viene riletta alla luce di vent’anni di ricerca, mentre il ruolo del microbiota è oggetto di una lettura dedicata alle evidenze attualmente disponibili. Il sistema endocannabinoide è invece affrontato in una prospettiva particolare, mettendo in dialogo medicina umana e veterinaria e confrontando basi biologiche, uso della cannabis medicale e real world evidence.

Un capitolo importante riguarda la complessità del paziente e la personalizzazione della cura. Il dolore nella medicina di genere è affrontato considerando le differenze tra uomini e donne nei meccanismi del dolore e alcuni contesti clinici specifici, mentre le sessioni dedicate a osteoporosi e sarcopenia analizzano il dolore nel paziente fragile, integrando valutazione, terapia farmacologica e riabilitazione. Anche il dolore nelle malattie reumatologiche è affrontato distinguendo le diverse componenti del dolore e il problema del dolore residuo nei pazienti con malattia infiammatoria cronica.

La multidisciplinarietà emerge con particolare evidenza nelle sessioni organizzate insieme ad altre società scientifiche. Il dolore orofacciale viene discusso con GIMDO (Gruppo italiano multidisciplinare dolore orofacciale); il dolore cranio-facciale di difficile diagnosi è affrontato con la SISC (Società italiana studio cefalee); il dolore pelvico cronico è oggetto di un confronto con la SIUD (Società italiana di urodinamica), integrando competenze urologiche e algologiche. Con la SIMFER (Società italiana medicina fisica e riabilitativa) si parla invece di dolore in osteoporosi e sarcopenia, mentre con la SICP (Società italiana cure palliative) il confronto si sposta sui nuovi orizzonti delle cure palliative, tra precocità, personalizzazione, strumenti di valutazione degli esiti e nuove tecnologie, compresa la realtà virtuale.

«Il dolore viene affrontato nel nostro Paese da numerosi professionisti della salute” precisa il Prof. Enrico Polati, Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università di Verona e prossimo Presidente dell’AISD per il biennio 2027-2029. - Tuttavia, tali diverse estrazioni non devono essere un limite ma una ricchezza, che AISD ha sempre coltivato, poiché l’interscambio culturale ed esperienziale sta alla base di una medicina completa e non settoriale, che deve trovare nella complessità le corrette risposte che il paziente si aspetta da noi». Il programma guarda infine anche alla pratica quotidiana e alla formazione dei professionisti. Accanto alle sessioni scientifiche sono stati organizzati workshop dedicati all’ecografia nella diagnosi e terapia del dolore e alla gestione infermieristica del dolore, dalla valutazione all’intervento. Il workshop ecografico affronta, tra gli altri temi, l’ecografia del nervo, le metodiche di radiofrequenza, la neurostimolazione periferica e l’ecografia muscolo-tendinea e osteoarticolare.

È probabilmente proprio questa combinazione tra ricerca, innovazione e applicazione clinica a caratterizzare il programma del 49° Congresso AISD. Il dolore viene osservato da prospettive diverse, senza separare rigidamente fisiopatologia e clinica, farmacologia e tecnologia, interventi specialistici e riabilitazione, ospedale e territorio. Un approccio coerente con l'evoluzione della medicina del dolore e con la storia stessa dell’AISD, che nei suoi cinquant’anni di attività ha costruito la propria identità proprio intorno alla necessità di mettere in relazione competenze e professionisti diversi.

Ad Aci Castello, dunque, il confronto non è soltanto sulle nuove terapie, ma anche su una domanda più ampia: come trasformare le conoscenze e le innovazioni disponibili in una presa in carico del dolore più appropriata, integrata e realmente personalizzata.

Comitato scientifico

Diego Maria Michele Fornasari, Presidente
Caterina Aurilio, Stefano Coaccioli, Gabriele Finco, Nicola Luxardo, Maria Caterina Pace, Antonella Paladini, Massimo Parolini, Maria Beatrice Passavanti, Enrico Polati, Filomena Puntillo, Pier Carlo Sarzi Puttini, Vittorio Schweiger, Stefano Tamburin, Giustino Varrassi

Comitato organizzatore locale

Marcello C. Romano, Salvatore Caramma, Carmelo A. Costa

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